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L'architettura
di Sauerbruch Hutton

IL CONCORSO

Nel 2010 Fondazione di Venezia lancia il concorso internazionale per la progettazione di M9 e chiede a sei prestigiosi studi europei di concepire un intervento sostenibile, affinché M9 possa diventare un caso esemplare.

Progettare una nuova cultura

Lo studio Sauerbruch Hutton, noto per la sostenibilità dei criteri progettuali, propone per M9 soluzioni strutturali e impiantistiche all’avanguardia per ridurre il fabbisogno energetico.
Grazie a queste scelte, all’idea di proporre un edificio dalla volumetria integrata con l’impianto urbano della città e all’intuizione di disegnare nuovi spazi pubblici e accessi per una piena permeabilità dell’area, lo studio berlinese vince il concorso, aggiudicandosi il progetto.

Lo studio Sauerbruch Hutton, noto per la sostenibilità dei criteri progettuali, propone per M9 soluzioni strutturali e impiantistiche all’avanguardia per ridurre il fabbisogno energetico. Grazie a queste scelte, all’idea di proporre un edificio dalla volu

M9 sarà uno dei primi distretti italiani a ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale ed energetica LEED Gold (Leadership in Energy and Environmental Design).

Spazio, forma e colore

L’edificio principale è caratterizzato da una forma compatta e l’accostamento di superfici chiuse e vetrate ne esalta il colore, usato come strumento di modifica percettiva dello spazio.

Tutte le percorrenze, nell’area di M9, sono state concepite come un’unica superficie pavimentata in pietra trachite, permettendo così ai passanti e ai visitatori di muoversi in uno spazio privo di interruzioni.
La corte interna dell’ex convento cinquecentesco è dotata di una copertura che risponde alla nuova funzione pubblica e commerciale, trasformando lo spazio in un luogo di sosta e condivisione adatto anche a ospitare grandi eventi.

“Capire le qualità del luogo e usarle in modo positivo per portarle nel progetto architettonico.”
Matthias Sauerbruch e Luoisa Hutton - Studio Sauerbruch Hutton

20.000 elementi di ceramica policroma

rivestono le facciate delle nuove architetture

13 colori sulle facciate

in accordo cromatico con il contesto urbano

602 operai

hanno lavorato al cantiere

86.000 kWh

energia solare annua media prodotta da 276 pannelli fotovoltaici

2.260 mq

aree servite dal sistema di attivazione di massa

63 sonde del campo geotermico

a 110 m di profondità garantiscono il 100% del riscaldamento e il 40% del rinfrescamento del museo